A Siderno, il Gruppo Consiliare del PD sembra credere che la politica si faccia attraverso la stampa, nel tentativo di convincere i cittadini che la verità sia solo dalla propria parte.
La realtà, però, è ben diversa. Basta osservare il quadro politico: a livello nazionale governa il centrodestra; fino a pochi giorni fa anche la Regione Calabria era guidata da una maggioranza di centrodestra. Segnali chiari che una parte consistente dei cittadini per ovvi motivi non condivide la visione politica del PD.
La nostra comunità è attenta e consapevole, capace di distinguere fatti da propaganda. Per questo, l’atteggiamento speculativo messo in campo da alcuni esponenti del PD sulla vicenda della demolizione del manufatto “Bar Desireè” risulta infondato: i fatti sono chiari e documentati.
La minoranza ha sempre adottato un approccio prudente, in attesa della pronuncia definitiva del Consiglio di Stato. La maggioranza, invece, ha scelto la linea della demolizione immediata. Nei fatti, la posizione della minoranza ha prevalso: il manufatto non è ancora stato demolito.
Quello che i cittadini vorrebbero sapere è il motivo per cui a distanza di 16 mesi dall’adozione della delibera consiliare la struttura del Bar Desirèe non è stata ancora demolita. Vorrebbero inoltre sapere se ad oggi sono state stanziate in bilancio le risorse finanziarie per poterlo fare o se, in alternativa, bisogna attendere la possibilità di ottenerle tramite ricorso a contributi regionali o nazionali ancora da concretizzare.
A queste domande la maggioranza dovrebbe rispondere e non continuare a polemizzare con la minoranza dimostrando ancora una volta grande nervosismo e disprezzo per chi svolge un ruolo di controllo e lo fa dedicando tempo ed energie nell’interesse dell’intera comunità.
E poi, il solito gioco delle distrazioni: si parla di Piano Spiaggia, quasi a voler insinuare irregolarità. Ma la verità è che il manufatto era già regolarmente assentito e preesistente al PCS, rendendo irrilevante qualsiasi discorso sulla sua inclusione o meno. Chi continua a sollevare questa obiezione lo fa per confondere i cittadini, non per informarli.
Non va dimenticato che, all’epoca, il Direttore dei Lavori era il Consigliere Catalano, che è stato assolto con formula piena perché “il fatto non sussiste”. Questo significa che il procedimento giudiziario ha confermato la piena correttezza del suo operato. Essere sottoposti a indagine non è un disonore: è il percorso processuale che stabilisce chi ha agito nel rispetto della legge.
E qui emerge un dato interessante: anche l’attuale Sindaca, esponente PD, è stata indagata in passato per fatti ben più gravi. Allora, la minoranza non ha mai usato quell’episodio per gettare fango, dimostrando di saper distinguere tra giustizia e propaganda. Un rispetto che oggi non viene ricambiato da una forza politica che ha da tempo abbandonato il garantismo a favore di posizioni giustizialiste e manettare.
La verità è che questa maggioranza, intollerante ed arrogante, preferisce attaccare piuttosto che spiegare.
Noi crediamo che la politica debba essere basata su prudenza, responsabilità e rispetto delle istituzioni. Loro, invece, preferiscono il teatrino mediatico.
Noi lavoriamo per Siderno, loro lavorano per la loro poltrona.
Siderno2030 La Nostra Missione
