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Il nostro lungomare è stato spesso al centro dell’azione politica del movimento Siderno2030.

Ne abbiamo in varie occasioni denunciato, in particolare nell’incontro pubblico svoltosi presso l’ YMCA nell’estate del 2024, lo stato di abbandono, i segni del tempo, dell’inciviltà e dell’incuria che una manutenzione sporadica e parziale non è mai riuscita a risolvere e neppure purtroppo a nascondere.

Ma abbiamo soprattutto denunciato la mancanza di una visione complessiva programmatica e strutturale, capace di organizzare il lungomare per usi, funzioni e spazialità e in grado anche di guidare la progettazione di interventi puntuali proprio perché inseriti in una logica di sistema: una strategia generale a grande scala atta a guidare la trasformazione del nostro fronte mareindividuandone una nuova, necessaria, configurazione.

Anche in riferimento all’ultimo intervento effettuato, la realizzazione della nuova villa comunale, rimanendo volutamente fuori dal dibattito sul bello o brutto, troppo cemento e poco verde, abbiamo registrato la sua capacità di palesare la mancanza di un’idea complessiva di sviluppo e valorizzazione: abbiamo parlato di difetto di programmazione o meglio di assenza di programmazione!

A questa mancanza di visione abbiamo imputato la causa del non accoglimento di una delle proposte da sempre maggiormente sentite dalla cittadinanza: quella di un lungomare verde e senza auto!
L’idea del grande giardino lineare, ciclopedonale avrebbe infatti obbligato a riflettere sulla necessità di un riassetto e ridisegno della viabilità urbana, sulla possibilità di dividere il lungomare in settori funzionali compartimentabili e sull’indispensabile ripensamento della linea di confine tra naturale e artificiale.

Abbiamo inoltre sempre affermato che nessun intervento sul lungomare può ritenersi duraturo se prima non si affronta il problema dell’erosione costiera e quindi delle necessarie opere di protezione a mare, tant’è che come gruppi di minoranza, in prossimità del verificarsi dell’evento calamitoso, abbiamo formalmente richiesto l’inserimento di tale argomento all’OdGdella prima seduta utile del Consiglio Comunale.
Inoltre riteniamo necessario avviare un confronto con RFI per superare la barriera ferroviaria e integrare maggiormente l’abitato con il litorale.

Oggi pensiamo che, alla luce delle drammatiche conseguenze del ciclone Harry, non ci si possa esimere dall’avere il coraggio e l’ardire di cambiare il volto del nostro lungomare, impostando prima di tutto una riflessione attenta sul modo più idoneo di rapportarsi col mare. Siamo fermamente convinti che serva adesso un approccio nuovo: il lungomare non si può più ricostruire com’era. La natura rivuole i suoi spazi e noi dobbiamo fare di tutto affinché quanto successo non riaccada più. Si tratta di una sfida,prima di tutto, culturale.


Siamo coscienti del fatto che oggi serva in primo luogo rispondere all’emergenza. Con questa logica abbiamo richiesto la convocazione della Commissione Consiliare alla presenza dell’ Ing.Surace. Consentitemi qui di ringraziare il presidente Lurasco per la sensibilità dimostrata nel convocare immediatamente la seduta dopo aver verificato per le vie brevi la disponibilità dei consiglieri al suo svolgimento. Per fare ciò è necessario mettere in campo, tutti assieme, strategie di intervento basate su azioni immediate in grado di salvare la stagione estiva e rassicurareimprenditori e semplici cittadini. Noi riteniamo si possa e si debba partire da una seria strutturazione viabilistica, ciclopedonale e carrabile, delle aree oltre il lungomare. Ciò consentirebbe di sfruttare la porzione di litorale che gode di una maggiore estensione di spiaggia, anche eventualmente per delocalizzare momentaneamente le strutture balneari ricadenti nelle aree più danneggiate del centro.

E’ però fondamentale, in prospettiva, uscire al più presto dalla logica emergenziale per poter impostare un ragionamento di lunga durata. In tal senso occorre ribadire con forza la necessità di dare priorità al ripascimento dei litorali, pretendendo che venga immediatamente aggiornato il progetto relativo alle opere di difesa a mare (non vogliamo doverci accontentare di un progetto già vecchio di 10 anni) e poi di avviare una ricostruzione programmata con tempi certi e interventi sostenibili, capaci di dare risposte anche alla necessità di far fronte, senza più soccombere, a eventi metereologici di grande portata. Occorre infine, nel lungo termine, realizzare gli interventi necessari per stabilizzare l’apporto di sabbia dai torrenti alla nostra spiaggia, intervenendo se necessario anche sulle fiumare.

Relativamente alla ricostruzione del lungomare, riteniamo sia indispensabile istituire un tavolo tecnico scientifico che coinvolga tutti gli addetti ai lavori, dai tecnici locali fino alle università, al fine di individuare soluzioni innovative nella progettazione dei waterfront.

Come voi cittadini anche noi delle minoranze abbiamo appreso stasera che l’ AmministrazioneComunale aveva predisposto sul finire dello scorso anno un progetto di restyling del lungomare. Senza nulla togliere ai tecnici che lo hanno realizzato, che dobbiamo presumere siano quelli comunali, riteniamo che, dopo quanto accaduto, si potrebbe pensare forse a un nuovo concorso di progettazione, sperando che questa volta si abbia il coraggio di andare fino in fondo ed espletarlo, coinvolgendo per la definizione del bando i cittadini, ma anche e soprattutto specialisti ed esperti del settore.

Siamo consapevoli del fatto che al momento del tutto insufficienti sono le risorse stanziate e proprio per tale ragione non possiamo permetterci che, passato il clamore (anche questo scarso) dei primi giorni, cali l’attenzione nazionale su questi territori. E assieme alle risorse dobbiamo pretendere azioni atte a garantire la rapidità di esecuzione delle opere il che significa anche poter usufruire di procedure amministrative snelle e semplificate.
Un’ultima riflessione è ancora doverosa.


Forse le conseguenze del passaggio di Harry non sono state tutte negative. Forse oggi più di ieri, i cittadini della Locride sentono di appartenere ad un’unica realtà urbana e territoriale. Di questa aspirazione la politica locale deve assolutamente farsi carico, superando gli inutili campanilismi che hanno impedito alla Locride di emergere e farsi valere a livello metropolitano e regionale. Segnali positivi ci sono. Si cercano soluzioni unitarie al problema dell’erosione costiera a cui crediamo debba affiancarsi la ricerca di soluzioni per la riduzione del rischio idrogeologico, aspetti questi tra loro fortemente connessi.